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SISTEMA DI MONITORAGGIO E CONTABILIZZAZIONE ACQUA SANITARIA CONDOMINIALE

Il sistema proposto vi consente di controllare e contabilizzare i consumi dell’acqua senza dover accedere all’interno degli appartamenti.

I contatori d’acqua sanitaria a telelettura, grazie alla trasmissione radio, permettono di leggere i consumi di ogni utenza tramite telelettura senza recare nessun disturbo ai condomini.

 

L’offerta comprende il servizio di lettura, monitoraggio e allarmistica via mail tramite webserver.

 

A corredo dell’installazione del sistema di contabilizzazione, vi forniamo la tabella appartamento con abbinamento dei singoli contatori installati in ottemperanza ai criteri di trasparenza all’utente finale.

 

A) Per ogni punto idrico

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Aliquota IVA agevolata al 10%

Premessa

- La normativa che disciplina l’imposta IVA per gli interventi edilizi ed impiantistici su edifici esistenti prescinde da quella che regola le detrazioni 55% - 65% o 36% - 50%.

- In altre parole, le cessioni di beni (materiali, prodotti) e le prestazioni di servizi (manodopera, prestazioni professionali), per la realizzazione dei suddetti interventi, sono assoggettate all'IVA in base alle aliquote previste per i cosiddetti interventi di recupero del patrimonio immobiliare.

- Non è rilevante se successivamente queste spese siano o meno detratte dall'imposta .

- Per i suddetti interventi è comunque prevista, in generale, ma con alcune eccezioni, l’aliquota agevolata del 10%.

- Per gli impianti a pannelli solari, esiste una norma particolare di seguito trattata.

- La definizione dei casi in cui l’aliquota agevolata è applicabile è piuttosto complessa. Un riferimento è senz'altro la circolare 71-2000 dell’Agenzia delle Entrate.

Casi di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria

- Nei casi, molto frequenti, in cui l’intervento si configura come manutenzione ordinaria o straordinaria, su immobili residenziali (categorie catastali da A1 ad A9 e A11) e parti comuni di edifici prevalentemente composti da unità di queste categorie), fatturati ad un soggetto non passivo d’imposta IVA (una persona fisica) si può applicare IVA 10% a:

  1. l’importo in fattura relativo alla manodopera per realizzare l’intervento;
  2. l’importo in fattura relativo ai prodotti ed ai materiali impiegati, forniti dall'installatore (non acquistati direttamente dal committente), con l’eccezione dei cosiddetti “beni significativi” che, nei casi più frequenti, sono da intendersi le caldaie ed i serramenti;
  3. la parte dell’importo in fattura, relativo a caldaie o serramenti, equivalente alla somma totale degli importi relativi ai punti 1 e 2. Ne consegue che, nel caso che la somma 1 + 2 sia maggiore dell’importo relativo a caldaie o serramenti, tutto l’importo in fattura è assoggettato all'aliquota del 10% .
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Condominio: quando è possibile installare telecamere lecitamente?

Articolo pubblicato da StudiAo Cataldi >> Link

R.S.P.P. PER DATORE DI LAVORO - RISCHIO ALTO

EFEI

ID Evento 151606  Edizione 5

  Dal 11/04/2016  al  16/04/2016

  Indirizzo via sardegna 78, Palermo, Sicilia

  Luogo sede acf macaluso engeenering

  Costo 0€ Crediti 40 Ore 48 Tipologia Evento RES

  Segreteria Organizzativa - E-mail providerecmefei@gmail.com - Telefono 0645479340

  Professioni: Tutte Le Professioni

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Ecobonus domotica: nel 2016 detrazione fiscale fino al 65%

Filippo Macaluso

Anche la domotica per l'anno 2016 gli Ecobonus.

La Legge di Stabilità 2016 (Art. 1, Comma 88) ha esteso il bonus sulla detrazione fiscale al 65% IRPEF

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Detrazioni fiscale 65%: mini-guida e novità 2016

fonte: qualeenergia.it

Nuovi interventi incentivati, possibilità di cedere il credito e nuovi beneficiari: una breve guida alle novità della Legge di Stabilità 2016 sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici e un riepilogo sugli interventi ammessi e su chi e come potrà chiedere l'Ecobonus per l'anno in corso.

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Nuovo Conto Termico: la versione definitiva è finalmente stata approvata

Fonte: www.expoclima.net

Ecco il Nuovo Conto Termico, approvato ieri in Conferenza Stato Regioni: più incentivi, più interventi e procedure più snelle. Si attende l’entrata in vigore

 

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Le detrazione fiscali per l'anno 2016

Fonte: agenzia delle entrate

Con la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) sono state prorogate fino al 31 dicembre 2016 sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficienza energetica e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2016 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l'acquisto di mobili.

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Linee guida per la realizzazione di un impianto fotovoltaico: dal progetto, alla connessione ENEL e alla richiesta al GSE

Fasi e adempimenti per realizzare un progetto fotovoltaico.

La procedura di realizzazione di un piccolo impianto fotovoltaico, per esempio di un impianto sul tetto di casa inferiore ai 20 Kw di potenza, comprende alcune fasi più o meno standardizzate, più o meno simili in tutte le casistiche di piccoli impianti domestici o aziendali.

 

I lavori per la realizzazione effettiva dell’impianto fotovoltaico, non comportano grandi lavori: si tratta di applicare dei pannelli solari sul tetto, di installare un inverter e un contatore in un locale e realizzare i collegamenti necessari. Ciò che richiede tempo, spesso, sono le procedure amministrative per la connessione dell’impianto alla rete elettrica di Enel distribuzione, per il collaudo e per la richiesta di registrazione al Gse (il Gestore dei Servizi Energetici), che si occuperà di ritirare l’energia immessa in rete ed erogare il contributo dello scambio sul posto.

 

Ciò che comporta il maggior impegno e particolare attenzione, dunque, è lo svolgimento di tutte le pratiche amministrative connesse alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico: dagli iter autorizzativi in Comune (o, eventualmente, in Provincia o Regione), alle pratiche di connessione Enel (gestore di rete territorialmente competente) fino allo svolgimento delle pratiche GSE per la convenzione di ritiro dell’energia immessa in rete, che può essere lo “Scambio sul Posto” o il “Ritiro Dedicato” (RID).

 

In particolari Comuni sottoposti a specifici vincoli paesaggistici o ambientali le autorizzazioni possono rappresentare un vero e proprio “muro insormontabile” per la realizzazione del progetto fotovoltaico. In queste condizioni le autorizzazioni necessarie possono arrivare dopo parecchi mesi dalla richiesta, o possono non arrivare mai.

 

Del resto non ci sono più gli incentivi del conto energia e questo agevola di molto la velocità di svolgimento delle pratiche burocratiche col gestore GSE.

 

Questi, i principali aspetti burocratico-amministrativi. In parallelo a questi adempimenti, poi, c’è tutta la fase “tecnica”di progettazione: dal progetto preliminare, già necessario per la richiesta di connessione Enel, al progetto definitivo, fino al progetto esecutivo, quello necessario per l’ effettivo svolgimento dei lavori per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

 

Ogni caso ed ogni tipologia di installazione ha ovviamente le proprie specificità, però possiamo individuare in linea generale le fasi operative, più o meno comuni a tutte le installazioni, che devono caratterizzare ogni progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico.

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Divieto di fumo, come misura di prevenzione nei luoghi di lavoro

La Circolare del Ministero della Salute del 17 dicembre 2004, riporta al punto 2 “ . . . . Il divieto di fumare applicato non solo nei luoghi di lavoro pubblici ma anche in quelli privati che siano aperti al pubblico o agli utenti. Tale divieto viene esteso agli stessi lavoratori dipendenti, in quanto "utenti” dei locali nell’ambito dei quali prestano la loro attività lavorativa. E’ infatti interesse del datore di lavoro mettere in atto e far rispettare il divieto, anche per tutelarsi da eventuali rivalse da parte di tutti coloro che potrebbero instaurare azioni risarcitorie per danni alla salute causati dal fumo."

L'esposizione passiva al fumo derivante dalla combustione del tabacco è un fattore di rischio cancerogeno accertato e viene considerato un fattore di rischio lavorativo se presente nei luoghi di lavoro.

Da ciò deriva l'obbligo per datore di lavoro, dirigenti e preposti, di attuare tutti gli interventi preventivi previsti dalla normativa vigente: effettuazione della valutazione del rischio da fumo passivo (art. 28 comma 1 e art. 223 del D.Lgs. 81/2008) quale agente cancerogeno, e adozione di misure generali di prevenzione primaria finalizzate alla eliminazione del rischio.

Alla luce della normativa e della giurisprudenza, nei luoghi di lavoro, dove sono presenti dei lavoratori,  legittimo  il divieto di fumo.

Inoltre, negli eventuali locali riservati ai fumatori (presenti ad es. nei: bar, ristoranti, sale di intrattenimento, bingo, altro..) non possono essere svolte attività lavorative da personale dipendente, anche se saltuarie.

Al punto 4 della Circolare del Ministero della Salute del 17 dicembre 2004 si riporta che per i locali condotti da soggetti privati, il responsabile della struttura, ovvero dipendente o collaboratore da lui formalmente delegato, richiamerà i trasgressori all'osservanza del divieto e curerà che le infrazioni siano segnalate ai pubblici ufficiali e agli agenti competenti a norma dell'art. 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

In particolare, per quanto riguarda i locali privati, ai soggetti responsabili della struttura o alla persona incaricata ricadono gli obblighi di:

  1. richiamare formalmente i trasgressori all'osservanza del divieto di fumare;
  2. segnalare, in caso di inottemperanza al richiamo, il comportamento del o dei trasgressori ai pubblici ufficiali e agli agenti ai quali competono la contestazione della violazione del divieto e la conseguente redazione del verbale di contravvenzione. 

E’ loro cura inoltre esporre nei locali in cui vige il divieto cartelli di divieto di fumo in maniera visibile. 

Sul cartello indicante il divieto di fumo ci deve essere la scritta “VIETATO FUMARE”, integrata dalle seguenti indicazioni:

a) norma che impone il divieto (Legge 16 gennaio 2003, n. 3, art. 51);

b) sanzioni applicabili;

c) soggetto/i incaricato/i di vigilare sull’osservanza del divieto di fumo;

d) autorità cui compete accertare e contestare le infrazioni.

La sanzione, stabilita dalla Legge 3/2003, per il mancato rispetto del divieto di fumo è di carattere amministrativo. Oltre a tale sanzione, al lavoratore che trasgredisce il divieto di fumo negli ambienti in cui ciò è proibito potrà essere contestata la violazione dell'art. 20, comma 2, lett. b del D.Lgs. 81/08 e s.m.i..

Per ulteriori informazioni visitate la sezione FAQ Fumo nel sito del Ministero della salute. 

Si rimanda alla sezione dedicata alla Modulistica sicurezza del nostro sito per scaricare il fac-simile di Delega ai compiti di vigilanza sul rispetto del divieto di fumo.

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Centrale Termica – Adempimenti e conduzione tecnica-legislativa 

Negli ultimi anni la normativa che regola gli impianti termici ha avuto uno sviluppo a tutela dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini.

Una serie di obblighi che richiedono da parte dei responsabili degli impianti una particolare attenzione, soprattutto per le responsabilità civili e penali a cui tali adempimenti vengono associati.


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IMPIANTI TERMICI IN SICILIA: Catasto regionale impianti termici

IL 22/08/2014 - Sulla Gazzetta della Regione Siciliana n. 32 dell’8 agosto 2014 è stato pubblicato il Decreto dell’Assessorato dell’energia 23 luglio 2014 recante “Disposizioni in materia di impianti termici degli edifici nel territorio della Regione siciliana”.

Con il decreto in argomento l’Assessorato regionale dell’Energia, in riferimento al sistema legislativo nazionale vigente in base al quale gli impianti termici sono soggetti ad un quadro complesso di norme per le finalità di risparmio energetico, tutela dell’ambiente e sicurezza dei cittadini, ha ritenuto, nell’ambito delle proprie attribuzioni in applicazione del DPR n. 74/13, necessario fornire disposizioni di attuazione in materia di impianti termici degli edifici nel territorio della Regione siciliana.

Il decreto deve essere applicato sia per gli impianti nuovi che per quelli esistenti ed, in particolare, per gli impianti esistenti la registrazione dovrà avvenire entro 120 giornidalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e, quindi, entro il 7 dicembre 2014.

I nuovi impianti dovranno essere registrati entro e non oltre 30 giorni dall’avvenuta installazione.

La registrazione dovrà essere effettuata dai titolari degli impianti termici di cui al DPR 16 aprile 2013, n. 74, per il tramite degli installatori/manutentori regolarmente iscritti nell’elenco dei soggetti abilitati all’installazione ed alla manutenzione degli impianti termici ricadenti sul territorio della Regione siciliana, di cui al D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74. istituito, presso l’Amministrazione regionale.

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